Il punto sulla Serie C (di Dario Lo Cascio)

29.10.2019 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Dario Lo Cascio
Dario Lo Cascio

Quando qualcuno decide di gettare la spugna, condivisibile o meno il gesto, ha le sue buone ragioni. Nicola Canonico, presidente del Bisceglie, le ha esposte nel pomeriggio di ieri con un lungo comunicato nel quale ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica in seno al club nerazzurrostellato e, contestualmente, ha preventivato la scelta di non iscrivere la squadra al prossimo torneo. Una posizione che appare davvero non negoziabile. O almeno non lo è per il momento. 

Le motivazioni di Canonico, appunto, al centro della diatriba. La pesantissima contestazione, sfociata in insulti da parte di una frangia della tifoseria organizzata. Ma anche la denunciata indifferenza da parte dell'amministrazione comunale, rea - riportiamo sempre le parole del presidente - di non aver adempiuto ai doveri in merito allo stadio "Ventura". Incompleto nei posti a sedere omologati - ne mancherebbero 600 di seggiolini rispetto al previsto - e soprattutto con un terreno di gioco che, dato oggettivo, è sostanzialmente ai limiti della praticabilità, per voler essere permissivi. 

Non c'è davvero più margine per fare calcio a Bisceglie ? Ovviamente ci auguriamo non sia così, che la piazza possa proseguire nella sua avventura nel professionismo. Ma già la scorsa estate alcune avvisaglie avevano fatto temere il peggio. Poi la nuova iscrizione, la retrocessione ai playout nella scorsa stagione, la riammissione con uno spirito positivo. Nel calcio però sono i risultati che contano e, probabilmente, lo sforzo non è bastato. Il forfait è stato dato ma la stagione proseguirà e c'è margine per tornare sui propri passi, bisogna credere che ci sia. Altrimenti avrebbe poco senso per una squadra lottare per un traguardo sportivo che magari verrà vanificato da una mancata iscrizione. Certo, esempi quali la Lucchese - che tra l'altro fu proprio la squadra a vincere il playout contro il Bisceglie - fanno la storia di questo sport. Ma sono eventi dei quali sarebbe meglio ricordarsi e basta, piuttosto che scriverne ancora. 

Intanto comunque non sono solo i nerazzurrostellati la "grana" del momento in Serie C. Sempre nel Girone C altri due club sono sotto la lente l'ingrandimento degli organi della Federazione. Si tratta di Avellino e Rieti. 

Ieri il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha dichiarato: 

"Il Rieti deve presentare in Federazione la documentazione e la fideiussione che nel passato non c'era, che sostenga tutti gli oneri che il Rieti ha a carico. Io auspico che lo facciano, altrimenti non verrà riconosciuto il passaggio di proprietà. E per aver non pagato gli stipendi, se saltano un'altra scadenza sono fuori. Non è come prima, prosegue l'opera di pulizia, le nuove regole consentono alle società virtuose di starci - e mi auguro il Rieti lo sia - mentre chi non rispetta le regole non resta dentro. L'Avellino bisogna vedere come proseguirà la procedura del Giudice. Tranquilli non siamo, vedremo gli sviluppi del Tribunale". 

Già, dov'è la fideiussione della nuova proprietà amarantoceleste ? Anzi, dov'è la nuova proprietà amarantoceleste ? Sulla garanzia bancaria c'è tempo fino al 31 ottobre, altrimenti varrà ancora quella di Curci al quale il club fattivamente "tornerà" indietro. Per quanto riguarda la seconda domanda, a parte il nome della Ital Diesel, null'altro è trapelato. Mentre martedì dovrebbe essere il giorno degli stipendi. 

Tornando alle parole dello stesso Ghirelli, la strada è quella giusta, senza ombra di dubbio. La buona volontà c'è anche. Le iniziative pure. Però... per poter dire che la Serie C è cambiata sembra che di acqua sotto i ponti ne debba passare ancora parecchia. Non che qualcosa non stia accadendo, attenzione, sarebbe ipocrita affermare che la categoria non si sta orientando verso il meglio. Ma il cambiamento radicale appare piuttosto lontano ancora. 

Dario Lo Cascio

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