Bentornata Serie C (di Ivan Cardia)

La terza Serie torna un mese dopo lo sciopero: vola il Monza, crolla la Reggina
14.01.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Bentornata Serie C (di Ivan Cardia)

Bentornata, Serie C. Quasi un mese dopo, si torna a parlare di campo, di risultati, di gol fatti e subiti, sorpassi e sorpresi. I quasi 30 giorni di stop, tra sciopero e Natale, riscrivono le dinamiche del campionato, o almeno così direbbe la giornata quasi andata agli archivi. Unico a fregarsene, il Monza, che piazza un pesante 3-0 a Novara e continua a scappare, fuggiasco in un girone che non ha storia da ben più di un mese a qualche parte. Negli altri gironi, soffre la Reggina che incappa in un brutto passo falso ma soffre soprattutto il Bari: i biancorossi sono la mina vagante del raggruppamento del sud, l'impressione è che si facciano male quasi da soli, al netto del valore della Viterbese che nessuno mette in discussione. 

Il problema, come giustamente ha scritto Michele Criscitiello su TMW, è che nessuno se n'è accorto, di questa Serie C silente. L'abbiamo scritto prima e durante lo sciopero, lo riscriviamo anche dopo: manca un sentire comune, al calcio italiano. In tutta onestà, fatichiamo a darne la responsabilità al presidente Ghirelli, che porta avanti le sue battaglie con le sue armi. Se la la defiscalizzazione è un problema solo della Lega Pro, è evidente che in realtà non sia un problema di nessuno. Dubitiamo che questo sia vero, intanto registriamo l'ennesimo tentativo perso, per tutte le componenti, di farsi sistema. È una costante, d'altra parte: ricordiamo ancora il ventilato sciopero dei calciatori, solo di C. Un nonsense, che infatti finì a pagina 20 di Gazzetta. È un po' come se in un'azienda scioperassero solo i lavoratori precari, mentre i più pagati, quelli davvero indispensabili a mandarla avanti, se ne fregano. Fa rumore? No, ovvio. L'altra questione, già che ci siamo, riguarda le date del nostro calcio. 

La Serie A si è fermata prima di Natale e ha ricominciato a giocare quasi subito. La Serie B ha continuato a farlo durante le festività, poi si è fermata e tornerà in campo tra una settimana. Della Serie C abbiamo già detto. Questo per la stagione in corso, perché quella 2018/2019 è stata diversa e quella 2020/2021 probabilmente lo sarà a sua volta. Ognuno va per la sua strada, ognuno cambia di anno in anno le proprie date e i propri orari, per il tifoso il calendario diventa un optional o materiale di studio: ci sono i più appassionati, che sono la minoranza, pronti a studiarlo e impararlo a memoria. E poi ci sono i sostenitori meno fervidi, la maggioranza, che non ci capiscono più niente e a un certo punto ci rinunciano: se c'è una partita bene, altrimenti pazienza. Non funziona così in Inghilterra, non funziona così in Spagna, non funziona così in Germania: quando inizieremo a chiederci perché siamo gli unici a farlo? Prima succederà, meglio sarà. Perché il calcio può avere voce se sta insieme, tutto, sempre e comunque. Delle faide intestine, a chi lo segue, interessa sempre meno: dopo un iniziale momento d'interesse, il rischio è di perdere appassionati. Sta succedendo. 

Per fortuna c'è il mercato. Per fortuna, diceva qualcuno, abbiamo fatto appassionare un Paese al calciomercato. Inizia il periodo dei grandi colpi. Qualcuno l'abbiamo già visto, ma ci aspettiamo per esempio che il Bari a un certo punto si svegli dal torpore e piazzi le zampate che servono a Vivarini: Ninkovic e Laribi si sono persi per strada ? Dovrebbero arrivare a breve, il condizionale però siamo costretti a usarlo da un po' troppo tempo, e allora iniziamo a pensare che ci sia da pensare anche ad altro. Sembrava tutto fatto, però. Poi il Padova ha qualcosa da sistemare, lo dicono le due sconfitte di fila: Carlini c'è, vedremo se basterà. Tutto qui ? No, queste due grandi piazze che saranno protagoniste nelle prossime ore. Per tutte le notizie, le ultime, le ufficialità, vi basta rimanere su queste pagine: sarete aggiornati sempre, minuto dopo minuto. 

Ivan Cardia

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