Il Novara pensa all’allenatore, la Lega Pro a bloccare il campionato

14.06.2019 15:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: lavocedinovara.com
Tifosi azzurri
Tifosi azzurri

Scelto il nuova responsabile dell’area tecnica, si pensa ora al nuovo allenatore. Ieri il Novara Calcio ha annunciato Moreno Zebi nel suo nuovo ruolo di direttore dell’area tecnica (col ‘secondo’ dell’ex Carloalberto Ludi a prendere il posto occupato negli ultimi mesi della scorsa stagione da Mauro Borghetti che ritorna a capo del settore giovanile azzurro). Per lui un contratto biennale e tanto da fare. Primo fra tutto la scelta del nuovo mister dopo che la società ha optato per il non rinnovo del contratto a William Viali.

Allenatore

Il nome più gettonato rimane quello di Michele Mignani, la scorsa stagione sulla panchina del Siena. Nella rosa dei candidati ci sono anche Marcolini l’anno scorso all’Albinoleffe, Italiano che voci indicano non rimarrà al Trapani e Dal Canto che ha chiuso la sua parentesi all’Arezzo. Pare invece definitivamente sfumata, invece, le pista che portava a Beppe Scienza e, come anticipato, alla conferma di Viali.

Squadra

Su questo tema vige, al momento ancor più che su altri, l’assoluto riserbo. Uno stato del resto spiegabile anche, e soprattutto, sull’assenza di una allenatore che certifichi in qualche modo arrivi e partenze. Due dati certi: il rientro alla base dei vari Casarini, Sciaudone, Maniero, Collodel, Cattaneo, Peralta e Kanis (ma chi di questi potrebbe tornare ancora utile alla causa azzurra resta un mistero) e le sicure partenze di Di Gregorio, Rigione, Bastoni, Mallamo e Zappa (che a loro volta sono tornati alle rispettive società di appartenenza dopo il prestito) e di Manconi e Migliavacca ai quali il contratto è scaduto e ben difficilmente verrà rinnovato.

Rinvio del campionato ?

Intanto è fresca di giornata la notizia del possibile slittamento dell’inizio del campionato. E’ quanto si appura dal comunicato diramato stamattina dal presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli.

«In questi mesi – si legge nella nota stampa – abbiamo lavorato, in silenzio e con rispetto, con il governo affinché fosse inserito nel decreto crescita un provvedimento a favore del calcio dei Comuni d’Italia. La defiscalizzazione, che chiediamo per i club di Serie C, serve per fare questo: strutture, formazione, presidio territoriale per i giovani. Non un euro nelle tasche, ma investimenti. Gli investimenti produrranno interventi in infrastrutture che attireranno capitali (a partire da quelli dei proprietari dei club) e ciò consentirà ai club di innovare e avere luoghi per la formazione di giovani calciatori e quindi dare opportunità per l’avvio di una politica economico-finanziaria virtuosa che consenta di patrimonializzare. Evidenzio che le risorse che il fisco darà all’inizio serviranno a mettere in moto un volano di investimenti che poi torneranno al fisco stesso al termine e/o durante l’investimento. Vi sembra poco ? La risposta non c’è. Sembra non importare nulla a nessuno. Ne prendo atto: 300.000 tifosi nelle partite dei playoff, la rivoluzione nelle norme di iscrizione, gli interventi di adeguamento negli stadi; via i banditi dalle proprietà; investimenti per i giovani; interventi per togliere i ragazzi dalle strade. Non interessa sostenere questo ? Non interessa sostenere chi riforma e cambia ? Da oggi, siamo in stato di agitazione, nella prossima assemblea dei presidenti se ne discuterà compiutamente: non so se inizierà il campionato».

Dunque a distanza di un anno, perché quello scorso verrà a lungo ricordato per l’incredibile altalena estiva per il campionato di B a 19 o 22 squadre, ci risiamo. E a quanto pare, non solo per la serie C, non si è poi molto lontani dall’ennesima estate calda del calcio italiano.

Flavio Bosetti