Hockey Pista - Mondiali 2017: Italia-Argentina 2-4, per gli azzurri un amaro quarto posto

 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 18 volte
Fonte: oasport.it
Gli Azzurri
Gli Azzurri

Si è svolta nella mattinata di sabato la finale per la medaglia di bronzo dei Mondiali di Hockey su pista in corso a Nanchino, in Cina: l’Italia è stata sconfitta dall’Argentina nel finale per 2-4 e deve così dire addio al sogno di salire sul podio iridato.

Nella prima frazione, dopo una lunga fase di studio, a rompere l’equilibrio è stato Matias Jonathan Platero, che ha portato in vantaggio la formazione sudamericana a 15’32”. A differenza di quanto accaduto sia nel girone proprio contro gli argentini, sia in semifinale contro la Spagna, gli azzurri sono riusciti immediatamente a riequilibrare l’incontro: a siglare la rete del pareggio è stato Samuel Leonardo Amato, a 13’53” dal riposo. Ritornata in parità la sfida, le due formazioni sono tornate a studiarsi a lungo, e, proprio quando il pari sembrava il risultato sul quale si sarebbe andati al riposo, a 1’09” un lampo di Andrea Malagoli ha dato il 2-1 agli azzurri, portando l’Italia all’intervallo in vantaggio.

Nella ripresa l’Argentina resta in inferiorità numerica a 20’01 dal termine per 2′ in seguito al cartellino azzurro rifilato a Carlos Fernando Nicolias Heras, ma Giulio Cocco fallisce il tiro diretto seguente ed il punteggio resta sul 2-1 per gli azzurri. L’Argentina si salva e trova il pareggio a 11’31” con Matias Jose Pascual. Proprio quando la gara sembra destinata ai supplementari, i sudamericani trovano il sorpasso grazie al gol di Reinaldo Javier Garcia Mallea a 1’27” dal termine. L’Italia si innervosisce e Domenico Illuzzi si becca un cartellino azzurro a 42″ dal termine, lasciando i compagni in inferiorità numerica nel finale: l’Argentina non concretizza il tiro diretto seguente, ma a 15″ ottiene un rigore, che Matias Jose Pascual non trasforma. Lo stesso atleta insacca sul prosieguo dell’azione a 13″ per il 4-2 finale: l’Argentina fa festa, l’Italia trova un’amara medaglia di legno.

Roberto Santangelo