Rassegna stampa - LA STAMPA: "Udovicich e Koten, gli esuli diventati bandiere dello sport novarese, premiati al castello"

11.02.2019 16:30 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 40 volte
Fonte: lastampa.it
Giovanni Udovicich
Giovanni Udovicich

Nella giornata del ricordo degli esuli giuliano dalmati Novara ha celebrato due glorie dello sport cittadino. Giovanni «Nini» Udovicich e Giuliano Koten, originari di quelle terre, hanno lasciato il segno nella memoria degli sportivi novaresi e non solo. L’iniziativa (in collaborazione con Comune, Novara calcio, Atl e patrocinio della Provincia) è della Fondazione il castello dove, ieri alle 17,30, i due campioni sono stati premiati. L’ha voluta il presidente Massimiliano Atelli quando ha conosciuto la loro storia: «L’amor di patria può assumere molte forme, anche quella della combinazione fra passione sportiva, maglia azzurra e tricolore. Nel caso degli atleti che sono dentro la storia dell’esilio dai confini orientali, questo assume un significato particolare».

Il calciatore

«Nini» Udovicich è un esempio, forse unico di attaccamento al suo club, il Novara calcio. Detiene il record assoluto di presenze in maglia azzurra 516 in diciotto stagioni. Diciottenne esordì a Bari il 9 febbraio 1958 da centravanti, in virtù del suo fisico. Proprio lui che poi diventò difensore e stopper insuperabile, vincendo due campionati. Fino all’ultima partita in maglia azzurra il 30 maggio ‘76. Il giovane «Nini» originario di Fiume, esule alla caserma Perrone, si era messo in luce nel torneo dei ragazzi. Era la più popolare iniziativa di aggregazione dei giovani voluta da don Aldo Mercoli. Approdò al Novara quindicenne imponendosi subito per il fisico esuberante fino a diventare un titolare inamovibile. Non mancarono le richieste dalle squadre importanti ma lui non volle mai lasciare Novara diventando un simbolo della squadra azzurra. Oggi al «Piola» in curva Nord i ragazzi sventolano un enorme bandierone azzurro con la sua effige.

Il campione paralimpico

Giuliano Koten è stato il pioniere per lo sport di atleti disabili. Arrivato a Novara nel 1950, viveva alla caserma «Perone». Poi al Villaggio Dalmazia, lavorava come tecnico alla «Falconi» la nota fabbrica di ascensori quando, a 24 anni, fu vittima di un grave infortunio. Costretto su un carrozzella trovò nella pratica sportiva la forza per incominciare una nuova vita. Campione di tiro con l’arco e spada con una messe di medaglie conquistate alle Olimpiadi e ai campionati mondiali, non si è mai accontentato dei successi personali. Ha sempre pensato agli altri concretizzando la sua idea di volontariato con la fondazione dell’Ash (associazione sportiva handicappati) che ha avviato allo sport tanti giovani. Più recente è la fondazione del «Timone» che, sempre con il sostegno della famiglia De Agostini, segue i i ragazzi disabili.

Numerosi i riconoscimenti e le onorificenze ai massimi livelli di Giuliano. E’ stato Novarese dell’anno e premio «Cortinovis». Consigliere comunale indipendente per due mandati fiero di «correre sempre in proprio».

Renato Ambiel