Novara Calcio, primo obiettivo riorganizzare la società

20.05.2019 16:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tgnovara.it
Massimo De Salvo
Massimo De Salvo

A stagione conclusa, è ora il momento di valutare il campionato del Novara Calcio: a scanso d’equivoci, diciamo subito che è stata la peggior annata di sempre. Non tanto, o non solo, per il risultato finale, quanto perché non si vede alcun tipo di progettualità.

Si è incominciata la stagione con un allenatore alle prime armi (William Viali) e con un ds altrettanto imberbe (Charlie Ludi), entrambi alle prese con una situazione imbarazzante: liberarsi il più possibile dei “fardelli” lasciati in eredità dalla disastrosa retrocessione dalla serie B e costruire una squadra di prospettiva che potesse ben figurare. Sono stati commessi errori clamorosi in fase di calciomercato (un esempio per tutti: esterni di difesa improponibili, raramente in grado di difendere e ancor meno di attaccare), errori che non sono stati corretti nella finestra invernale.

Il progetto è naufragato a inizio 2019: via Viali, Ludi che si è dimesso (e che è stato “bruciato” in pochi mesi, quando magari avrebbe potuto crescere pian piano e un domani essere una figura importante) , squadra affidata a Sannino (!) e playoff guadagnati da penultima. Non traggano in inganno la vittoria di Siena nel primo turno o la bella prestazione di Arezzo: si è trattato di una reazione puramente nervosa, dovuta anche al ritorno di Viali al quale il gruppo (chi più, chi meno) è parso legato.

A fine stagione il Novara si ritrova con una squadra da rifondare e senza più neppure i soldi del “paracadute” dovuto alla retrocessione. E pure dopo aver investito non poco in questa annata.

La conclusione ? Il problema vero è l’assenza di una società degna di questo nome. Ci rendiamo benissimo conto che senza la famiglia De Salvo il Novara probabilmente ripartirebbe dalla serie D (nella migliore delle ipotesi), ma questo non toglie che una società che ai suoi vertici non abbia un direttore generale competente, che a sua volta si avvale di un ds competente, non va da nessuna parte. De Salvo è il proprietario ma non può occuparsi in prima persona della società ma neppure può pensare che la struttura creata sia in grado di funzionare. I risultati sono lì da vedere.

Quindi, prima di tutto De Salvo deve scegliere un professionista cui affidare le chiavi del Novara, ma un professionista che sappia di calcio, che abbia esperienza. Meglio investire del denaro in questa figura che in un giocatore. Occorre ristrutturare la società e dargli forza

Da qui deriva tutto: i progetti nel calcio durano il tempo di un temporale d’estate (basti ricordarsi quel che disse De Salvo un paio d’anni fa: l’obiettivo era quello di rendere il Novara autosufficiente…).

A meno che all’orizzonte non si profili una soluzione diversa: rumors indicano che questa volta De Salvo potrebbe aver trovato un compratore per società (e magari qualche altro asset). Chissà che l’ipotesi di ristrutturare l’area sportiva di viale Kennedy non renda appetibile anche il Novara Calcio…

Attilio Barlassina